Canzoni e Filastrocche

note_musicali1Ci sono canzoni e filastrocche che si tramandano di generazione in generazione.

Salta salta coniglietto
salta salta sei perfetto…

Altre invece sono molto più recenti e le imparo oggi da voi

A come avventura.
B come bravura.
C come canaglia che con me verrà in questura…

Il canto accompagna gli uomini da sempre. Risale addirittura a millenni addietro, ai tempi dei Greci (li studierete a scuola). I primi canti erano sorti di preghiere o ululati cupi rivolti verso l’alto che accompagnavano il lavoro, le feste, i riti religiosi  o la guerra. Quando uno di loro iniziava a cantare gli altri si univano e diventava un coro.

I primi strumenti che utilizzarono per suonare furono quelli a percussione: percuotevano due ossa o due pezzi di legno uno contro l’altro. Successivamente grazie al rumore del vento hanno imparato ad ottenere suoni soffiando all’interno di canne forate di lunghezza diversa (i primi strumenti a fiato).

Le prime raccolte scritte di filastrocche risalgono al 1700. Prima di allora erano tramandate oralmente, di madre in figlio, di compagno in compagno. Le filastrocche spesso avevano uno scopo educativo: per esempio per insegnare ai bambini le parti del corpo o i mesi dell’anno. Altre filastrocche servivano a tramandare tradizioni popolari, a scongiurare malattie o fenomeni naturali dannosi (siccità, gelo…).

In tempi successivi, con l’avvento di nuove forme d’informazione e insegnamento, si è data meno importanza alla tradizione popolare tramandata di generazione in generazione, rischiando così di perdere un valore storico fondamentale. Ciò nonostante, ancora oggi, alcune filastrocche accompagnano i giochi dei bambini, spesso usate come conte:

tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore…

Altra forma di filastrocca rimasta è la ninna nanna:

ninna nanna, ninna oh
questo bimbo a chi lo dò…

Sovente della stessa filastrocca esistono diverse versioni, che cambiano leggermente secondo l’area geografica.

Impariamone alcune – clicca qui