Carteggio

carteggioUn tempo si scrivevano le lettere. Parenti, amici e persino amanti, costretti a vivere distanti affidavano ad un foglio di carta i loro saluti, le loro notizie e i loro stati d’animo. Con l’avvento del telefono questa usanza ha avuto il suo primo grande calo. Molto più immediato di una lettera, il telefono offriva una sensazione di maggiore vicinanza, anche grazie alla trasmissione diretta della voce. È stato un processo inarrestabile: la multimedialità ha completamente stravolto il modo di comunicare. Oggi l’altro/a lo puoi raggiungere in qualsiasi momento in tempo reale, ovunque sia. Tutti abbiamo un cellulare personale al quale siamo perennemente rintracciabili; parenti, amici ed amanti corrispondono instancabilmente con sms, email, chat, social-network. Puoi inviare in tempo reale non solo la tua voce, ma anche la tua immagine, in ogni parte del mondo.

Il carteggio è un’usanza morta.

Per quanto siano indiscutibili gli innumerevoli privilegi offerti dalla tecnologia, al contempo abbiamo perso qualcosa. Scrivere una lettera richiedeva un lasso di tempo da dedicare unicamente a ciò. Non prevedendo una comunicazione in tempo reale, abbisognava di una formulazione più attenta e completa. Lo scrivere era meno estemporaneo e richiedeva una maggior cura, meditazione: dopo aver scritto una lettera, prima di inviarla, la si rileggeva una o più volte, la si correggeva, completava o abbreviava. La composizione di una lettera iniziava dalla scelta della carta, dell’inchiostro con cui scrivere. La scrittura a mano trasmetteva stati d’animo che nessuna emoticon di oggi può eguagliare. La pressione, dimensione, forma, velocità del nostro tratto grafico trasmetteva al nostro interlocutore informazioni istintive del nostro stato emozionale.

Pur essendo la tecnologia il mio pane quotidiano, anche per quanto riguarda il mio ambito lavorativo, continuo ad amare profondamente la scrittura a mano. In fondo qualsiasi elaborato grafico nasce da lì: dal tratto grafico.

Un carteggio manuale ha, però, i suoi limiti, soprattutto se concepito per durare nel tempo. E queste mie lettere, destinate principalmente a voi nipoti, sono pensate per durare nel tempo, nel vostro tempo. Fogli scritti a mano facilmente finirebbero dispersi, avrebbero ben poche probabilità di raggiungere i miei destinatari anche a distanza di anni.

Così il mio carteggio l’ho ideato digitale. Mancherà il gesto manuale, ma tutto ciò che fa parte della composizione resta intatto: ideato e maturato con la stessa dedizione; anche per quanto riguarda la scelta dei colori, dello spazio e del tratto grafico. Non si tratterà di foglio cartaceo o della mia grafia, ma di pagina web e font. E mi auguro che queste pagine potranno, nel corso del tempo, trasmettervi qualcosa di me, delle mie emozioni e dei miei pensieri.

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