La stanza

 

abajourIl giorno che ho avuto la notizia che sarei diventata nonna ero completamente impreparata.

Ho avuto i figli presto: a 19 anni ero già madre. Quando le mie coetanee iniziavano a godersi la libertà, le prime uscite la sera, io crescevo i miei bambini. Ai miei tempi (anche se il termine un po’ m’impressiona) in famiglia la differenza fra femmine e maschi era molto più evidente: io dovevo rincasare entro le 18, le uscite dopo cena erano assolutamente vietate e, se i miei fratelli a 14 anni andavano in vacanza con gli amici, per me le vacanze lontano dalla famiglia erano concesse solo con la scuola o il gruppo scout. Così noi ragazze agognavamo la fatidica data dei 18 anni che ci avrebbe abilitato alla libertà. Il mio primo giorno di libertà, mi sposai. Il mio più grande desiderio era crearmi subito una famiglia, avere presto dei figli. Ripensandoci da adulta ho dovuto riconoscere di aver avuto un po’ troppa fretta e aver anticipato i tempi, ma non me ne sono mai pentita. Certamente quando mi rapportavo alle altre mamme, ero molto più giovane. Eppure non mi sono mai sentita impreparata.

La notizia di essere nonna, invece, mi sembrò prematura. Non in riferimento a me. Erano i miei figli a sembrarmi troppo piccoli per essere genitori. E potevano ripetermi in tanti che io alla loro età avevo già tre bambini: per me, loro, erano ancora piccoli.

Ed anche per me era troppo presto. Le nonne stanno a casa, si occupano dei loro nipotini quando i genitori vanno a lavorare. Preparano le torte per merenda e dopo portano i bambini al parco. Raccontano i loro tempi come se fossero favole, tanto sono lontani dal mondo dei loro nipotini. Io a 45 anni non potevo certo pensare alla pensione.

I miei figli, fin da piccoli, hanno sempre fatto tutto insieme e così, in poco meno di un anno, ero nonna 3 volte! Un’esperienza unica, bellissima. I miei figli li avevo partoriti; le mie nipoti è come se le avessi partorite due volte. Fu anche un dolore inaccettabile quando il piccolo Enea chiuse gli occhi prim’ancora di aprirli su questo mondo. Me la presi anche con Dio. Una nonna non può seppellire suo nipote: è un errore della natura; è il nipote a dover portar i fiori alla foto della nonna. Dopo poco più di un altro anno, Enea ci mandò la sua sorellina. Nel frattempo sono diventata anche nonna acquisita di altre due bellissime bimbe.

Diventi improvvisamente nonna il giorno che tua figlia partorisce la tua prima nipotina. Diventi nonna quando torni a cullare un piccolo fagottino… e non è tuo figlio, ma ha lo stesso odore. Diventi nonna quando ti ritrovi a pensare: il mio compito sarà quello di viziarli al massimo, per le regole ci sono mamma e papà. Sì, forse non sei ancora del tutto pronta. Non puoi trascorrere intere giornate al parco perché devi andare in ufficio. Per preparare una torta devi leggere le ricette della tua nonna. Ma oggi ti sembra la tua condizione naturale e non sapresti pensarti diversamente da nonna. Non ti senti invecchiata, tutt’altro. Chi non vuole sentirsi chiamare nonna per paura di sentirsi vecchia, non ha capito nulla. I nipotini ti tolgono 20 anni dalle spalle. Ti regalano una nuova occasione di vita: ripartire da capo ma con la consapevolezza di cosa viene dopo. Non investita dalla responsabilità dell’essere genitore, ti rimane il tempo e la voglia per tornare a guardare il cielo e stupirti per l’arcobaleno, per scoprire la palla che rotola, il trenino che corre sulle rotaie; torna la voglia di saltare e credi di nuovo che ci vuole così poco per essere felici: la vita è lì che ti aspetta, basta allungare la mano.

E quando la tua nipotina non capisce come mai uno schermo non è touch screen, ti  rendi conto di quanto tempo è passato. Tua madre muore, ed è sempre troppo presto per accettarlo. Con lei se ne vanno anni e anni della tua vita e ti senti improvvisamente fuori tempo. Ma quando una tua nipotina ti prende per mano per portarti in camera sua a giocare, capisci che la tua VITA è eterna!

Sono giovane come nonna, ma non so quanto tempo mi sarà concesso nella vita di voi nipotine. Chi più, chi meno, siete tutte troppo distanti per il tempo che vorrei trascorrere con voi, per tutto ciò che vorrei rifare con voi.

Così ho pensato a questo spazio nostro, la stanza di Milady. La stanza la riempiremo insieme, nonni e bambini: insieme giocheremo, racconteremo favole, canteremo e disegneremo. Noi nonni vi racconteremo un po’ del nostro tempo che a voi sembrerà preistoria e voi bimbi ci insegnerete a vedere il mondo con occhi nuovi, ci farete tornare bambini con voi.

Il compito di una nonna è quello di aspettare i nipoti a casa, con una abajour sempre accesa, perchè quando ne avranno la curiosità possano entrare nella stanza della nonna e scoprire parte del loro passato.