Tempo di maschere… tempo di Carnevale

maschere

Il Carnevale inizia il giorno seguente l’Epifania (6 gennaio) e finisce il martedì grasso, cioè il giorno antecedente il mercoledì delle ceneri che segna l’inizio della Quaresima. I giorni principali del Carnevale sono il giovedì (giovedì antecedente il martedì) e martedì grassi. Per il 2015 corrispondono al 7 e 18 febbraio.

Questa festa ha origini molto antiche: le sue radici risalgono addirittura ai riti pagani antecedenti il Cristianesimo. A quei tempi era legata al mondo agricolo e pastorale. Con una particolare festa in maschera si festeggiava la fine dell’inverno e l’inizio della primavera; si scacciavano gli spiriti maligni e si assicurava così un nuovo ciclo fertile alla terra.

Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Nell’antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano già l’uso di maschere, tra fiumi di vino e manifestazioni danzanti. Fu considerata la festa dei folli, si attuavano festeggiamenti trasgressivi, baldorie senza limiti morali e si consumavano lauti pasti.

Nel Cinquecento – il Carnevale – era il periodo in cui si svolgevano le varie esibizioni teatrali che, a quei tempi, non avendo ancora un luogo preciso – il Teatro – si praticavano un po’ ovunque. Le compagnie erano spesso costrette a spostarsi da una città all’altra, da una piazza all’altra, per mettere in scena i loro costumi e spettacoli carnevaleschi. Gli attori in maschera privilegiati erano chiamati ad esibirsi a corte nelle sontuose sale dei palazzi rinascimentali, nei giardini principeschi e nelle regie dei magnati. Il Carnevale era una prerogativa dei soli nobili, e tale festa si estese immediatamente in tutta la nostra Penisola, favorendo la nascita e lo sviluppo di splendide scenografie e  maschere regionali.
In seguito, nel Seicento, il Carnevale divenne una festa popolare, e le maschere della Commedia dell’Arte, stabilendo sempre più un diretto contatto con la realtà bassa e volgare, adottarono il linguaggio dialettale-popolare della loro regione d’origine: così il servo Pulcinella rappresentò Napoli, il servo Arlecchino la regione bergamasca, Pantalone la città di Venezia, Gianduia rappresentò Torino, Meneghino la città di Milano, ecc.

Oggi il Carnevale è una festa allegra e divertente che coinvolge grandi e piccini. Ci si può vestire come si vuole e si va nelle piazze e per le strade a far festa e scherzi. I costumi di oggi sono molteplici, spesso ispirati a personaggi dei cartoni animati o delle fiabe. Gli adulti spesso si travestono da personaggi politici.

Quando io ero piccola la scelta dei costumi era molto più limitata. I miei fratelli si mascheravano da Zorro ed io da Principessa.

In alcune città italiane la festa del Carnevale è molto famosa, ad esempio: Venezia, Viareggio, Ivrea, Putignano.

Certamente anche nella scuola materna di Nadine, Julia e Pamela si festeggerà il Carnevale e forse stanno anche imparando delle nuove canzoncine o filastrocche. Ma anche Maya e Naomi andranno in piazza e per le strade a buttare coriandoli e stelle filanti.

E quest’anno quale sarà la vostra maschera?

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About marialberti

Graphic designer - libero professionista. Mamma e nonna; lavoro in città (Torino) ma vivo al ritmo degli zoccoli dei cavalli che calpestano il terreno, immersa nell'odore del legno che brucia nel camino.